Bispoke Perfumery

Marco Vidal

Nell’antichità il profumo non era prodotto in serie, l’artigiano creava essenze su misura del cliente e le imbottigliava in flaconi che erano personali, a volte veri e propri gioielli realizzati da grandi orafi con materiali preziosi, piccole opere d’arte che si possono ammirare oggi nelle collezioni del Museo di Palazzo Mocenigo a Venezia.


Il profumo è per propria natura una composizione di essenze le cui possibili combinazioni sono infinite, e questa poliedricità è un interessante valore a livello commerciale. In un mondo affamato di nuovi concetti la tendenza internazionale del momento è la bespoke perfumery, profumeria su misura. Ma cosa significa un profumo su misura?

I gradi di personalizzazione proposti dal mercato sono molteplici, e soprattutto solo in parte coinvolgono il profumo vero e proprio perché è l’elemento a tutti gli effetti più complesso da personalizzare, sia per una questione di economia di scala sia per la complessità dei regolamenti internazionali sugli ingredienti cosmetici che, implicano per ogni singolo prodotto messo in vendita l’adeguamento a una procedura complessa.

Le personalizzazioni più semplici e anche al momento più diffuse sono quelle che riguardano l’etichetta. Ci sono Case che propongono edizioni personali di profumi, dove il cliente è guidato alla scelta di una fragranza in realtà già realizzata, ma personalizzata successivamente con il nome del destinatario del profumo in una etichetta stampata o nel packaging esterno. Altri produttori propongono di inserire la firma personale direttamente sulla bottiglia, attraverso un’incisione realizzata su ordinazione oppure fatta sul momento con piccoli scalpellini elettrici. Vengono anche proposte bottiglie esclusive di alto livello che arrivano fino a pezzi unici realizzati in vetro soffiato da abili maestri vetrai, in cristallo molato o tempestate di pietre preziose, è il caso del profumo più costoso del mondo (150.000 euro ca.).

Passando al profumo, una proposta di personalizzazione simpatica e facile è rappresentata dal layering. Vale soprattutto per marchi che propongono fragrance bar con molte profumazioni monotematiche, possibili da combinare insieme, magari seguendo un menu studiato ad hoc: le si vaporizzano sullo stesso punto della pelle in due o tre combinazioni e si riescono così a creare delle fragranze completamente diverse.

Una vera e propria composizione si comincia già a vedere in qualche boutique monomarca, specie in una versione semplificata, dove a basi già pronte si possono aggiungere oli diluiti sul momento secondo la preferenza del cliente. La stessa libertà si propone anche attraverso dei kit con strumenti e soprattutto profumi componibili, un piccolo chimico per profumieri amatoriali. Ma ci sono anche alcune Case che mettono a disposizione un proprio profumiere per condurre il cliente alla preparazione di un profumo veramente personale, come si usava nell’antichità. Tutto ciò sottolinea come il creare il profumo sia un’arte e come tale comporti la ricerca dell’unicità, ma alla fine chi emerge deve avere talento, tecnica e genio.