Caterina De Medici: dalla parte del profumo

Vidal

La donna è da sempre al centro della storia della profumeria, il suo ruolo in questo ambito è multiforme perché ne è la più assidua utilizzatrice, ne è l’ispiratrice, ma ciò che ci interessa maggiormente scoprire e sottolineare è che ritroviamo illustri donne attive in diverse epoche nel creare nuovi cosmetici e scoprire nuovi profumi. Nello scrivere ricettari e nell’essere protagoniste nella trasmissione della cultura della profumeria.


Abbiamo parlato di Teodora Dukas, la principessa bizantina che portò l’uso del profumo presso la corte veneziana nell’XI secolo, cultura che si sviluppò poi nelle corti rinascimentali del nostro paese e in particolare nel ducato di Firenze dove i frati Domenicani di Santa Maria Novella istituirono una delle più antiche officine specializzate nella coltivazione di piante officinali, nella distillazione dei fiori e nella preparazione di acque profumate e altri preparati cosmetici. Ed è proprio in questo contesto che il giovane Renato Bianco impara i segreti dell’arte profumiera, tanto da diventare il più importante maestro profumiere della sua epoca.

Ma la sua fama e le sue fortune sono legate in modo inscindibile a Caterina De Medici, giovane principessa fiorentina che nel 1533 sposa Enrico d’Orleans il futuro re di Francia, e si trasferisce nella corte parigina insieme al proprio profumiere di fiducia, Renato Bianco e le sue formule.

Mentre in Italia il profumo e la cosmesi erano ampiamente utilizzati, a quell’epoca in Francia la pulizia personale e le fragranze erano pressoché sconosciute.

Le città e le persone stesse, secondo le cronache dell’epoca, emanavano un olezzo che colpì la giovane Caterina, la quale destò curiosità dal primo giorno in cui arrivò a Parigi ed estrasse un pomander profumato per coprire il proprio olfatto dal cattivo odore e proteggersi dalle infezioni.

Questo oggetto sferico, in genere realizzato con metalli più o meno preziosi, conteneva impasti profumati nella cui composizione Renato Bianco era famoso all’epoca.

La passione di Caterina per i profumi, unitamente alla propria posizione sociale, portò per emulazione tutta l’aristocrazia a iniziare a profumarsi e a rivolgersi a Renato Bianco. Il quale aprì una bottega di profumeria presso Pont Saint Michel che lo fece arricchire in modo davvero smisurato. Egli divenne talmente popolare per l’epoca che fu francesizzato Renée le Florentin, e tuttora è ricordato come il capostipite della profumeria francese che in effetti nacque con il suo arrivo in Francia al seguito di Caterina De Medici. Anche quest’ultima fu quindi tramite della trasmissione della cultura del profumo com’era stata quattro secoli prima Teodora.