Cosmetica Italia. “La profumeria italiana rallenta le perdite”

Cosmetica Italia. “La profumeria italiana rallenta le perdite”

Timidi segnali di rallentamento delle perdite da parte della profumeria, il cui valore a fine esercizio si approssimerà ai 2.050 milioni di euro (-1%).


I numeri presentati a fine luglio dal Centro Studi di Cosmetica Italia sui dati pre-consuntivi del primo semestre e sulle previsioni relative al secondo semestre 2015 hanno confermato il sentiment degli operatori del settore.Tra indici positivi e indici negativi, tutti i settori della bellezza sembrano riguadagnare in margini e fiducia. Ma la profumeria - insieme ai canali professionali: acconciatori ed estetiste - continuano a mostrare il segno meno.

All'incontro pubblico di Cosmetica Italia, il presidente Fabio Rossello ha sottolineato come “accanto alla ripresa del mercato interno, che negli ultimi esercizi aveva rallentato il suo sviluppo, emerge un atteggiamento di incorporazione della crisi sia per i consumatori che per le imprese. A fine 2015 il valore della produzione supererà i 9.600 milioni di euro (+3%) ancora una volta favorito dalla competitività dell’offerta italiana sui mercati esteri. Proprio le esportazioni toccheranno infatti a fine anno i 3.600 milioni di euro con una crescita stimata di 8 punti percentuali”.

In questo andamento il settore cosmetico italiano conferma la sua natura anelastica, anticipando una ripresa che altri mercati nazionali ancora faticano a registrare. La previsione generale, oltre che dalla minore sofferenza dei canali professionali, è ancora condizionata dal calo del canale profumeria, anche se sembra rallentare la velocità di caduta rispetto ai precedenti esercizi. Inoltre, il mass-market, con le doverose attenzioni alle sue differenti tipologie, segna andamenti nuovamente positivi.

Profumeria a due velocità
A fine del 2012 il canale profumeria registrava la più pesante contrazione tra i canali tradizionali, denunciando una profonda crisi d’identità soprattutto nelle profumerie tradizionali. Nel corso della rilevazione congiunturale dell’estate 2015 sono stati rilevati alcuni timidi segnali di rallentamento delle perdite. Infatti, per il primo semestre si osserva un calo dell’1,3%, seguito da un’altrettanto contenuta flessione per il secondo semestre dello 0,7%. Il valore totale del canale si approssimerà a fine esercizio ai 2.050 milioni di euro.

Si assiste ancora alla dicotomia tra la staticità di molte profumerie tradizionali/di vicinato, e le dinamiche di successo da parte non solo delle catene organizzate (e di quelle regionali in generale) ma anche da parte di quelle piccole realtà distributive che hanno saputo evidenziare i concetti di nicchia e di esclusività. Nonostante politiche di prezzo superiori alla media del settore e attività promozionali sempre più mirate, è evidente la disaffezione di molti consumatori nei confronti del canale, in particolare di quei punti vendita che non hanno saputo stimolare quella shopping experience sempre più ricercata da maggiori fasce di consumatori.

“La selettività che ha sempre contraddistinto il canale profumeria - spiegano al Centro Studi - deve essere rivisitata alla luce delle nuove forme distributive e delle novità di prodotto. Ecco che le imprese insistono sulla diversificazione di posizionamento e sull’investimento di prodotto. Se è ancora vero che larghe fasce di consumatori non rinunciano alle frequentazioni tradizionali, va compreso che, più di prima, pretendono livelli di servizio e di qualità adeguati ai livelli di prezzo dell’offerta, generando situazione disomogenee nel canale”.

E agli altri canali?
Come anticipato, assistiamo ad un rallentamento della contrazione nei canali professionali. Dopo il -4% del 2014, l’acconciatura professionale segna infatti una previsione del -2,4% per la fine del 2015, mentre nei centri estetici si prevede un valore vicino ai 230 milioni di euro (-3,5%). Sull’onda del crescente interesse dei consumatori verso il mondo dei prodotti a vocazione naturale, il canale erboristeria registra una previsione vicina al +3% per fine 2015. Va tuttavia segnalato che la stessa identità del canale ha subìto, negli ultimi anni, una evoluzione verso la sperimentazione di nuove tipologie di distribuzione. Prosegue il trend positivo sopra la media da parte delle vendite dirette che, coprendo oltre il 5% delle vendite di cosmetici, segnano un valore che supererà i 550 milioni di euro. Pur considerando andamenti disomogenei nelle diverse tipologie di superficie e distribuzione, anche il canale mass market registra previsioni positive per il 2015 con un valore di 3.800 milioni di euro (+0,7%). Di buon auspicio, infine, le indicazioni dal conto terzismo che, ponendosi a monte della filiera produttiva e in maniera trasversale rispetto ai canali, crescono del 3,8%.

La farmacia corre un po' meno...
Dopo anni di trend positivi, superiori alla media del compato, il consumo di cosmetici in farmacia mostra da alcuni trimestri deboli segnali di difficoltà, legati sicuramente alla rimodulazione delle opzioni di acquisto. Sarebbe meglio dire che è in corso una razionalizzazione della domanda verso il canale. Infatti, per il primo semestre 2015 si presenta una crescita dell’1,3% e le previsioni di chiusura del secondo semestre indicano un +1,7%. I Il valore del mercato alla fine dell’anno supera i 1.800 milioni di euro, avvicinando nelle vendite la seconda posizione che la profumeria detiene da oltre cinquant'anni di storia della cosmetica.

In un momento di differenziazione degli acquisti che porta al fenomeno della multicanalità e delle mutate esigenze che i consumatori rivolgono a ogni punto vendita, la fiducia che gli stessi riconoscono al canale farmacia, ai suoi livelli di affidamento, di specializzazione e alla cura dei servizi accessori, spiegano comunque la tenuta in positivo del canale. “Da tempo il cosmetico in farmacia ha acquisito un ruolo sempre più fondamentale, collocandosi spesso come elemento commerciale di attenuazione delle contrazioni della domanda” sottolineano al Centro Studi.

“Questo spiega anche il fenomeno che più di altri è stato evidenziato dagli intervistati: il nuovo impatto delle promozioni e delle offerte cui si aggiunge un sempre più stretto legame tre imprese e punti vendita. Sicuramente l’elemento di sviluppo futuro sarà il rafforzamento della filiera, il contatto costante tra industria e distribuzione: entrambi investono sinergicamente sull’identità della farmacia, sul posizionamento e sulla caratterizzazione dei suoi clienti”.

Le future parole chiave del settore ”Ci sono tematiche che condizioneranno il futuro di prodotti, consumatori e canali” ha detto Gian Andrea Positano, responsabile del Centro Studi di Cosmetica Italia. “E-commerce, multicanalità, social media, naturale/biologico e multifunzione sono i driver individuati e considerati di maggiore rilievo nell’orientare le scelte futuri dei consumatori”. Le conversazioni online tra consumatori e tra azienda e consumatore sono sempre più presenti nel vissuto comune e nella fruizione quotidiana del web. Il Centro Studi di Cosmetica Italia ha voluto conoscere le opinioni degli imprenditori del settore circa le parole-chiave in grado di rappresentare al meglio i futuri sviluppi del mondo beauty per i prossimi anni.

Emergono alcune evidenze, ben rappresentative del sentore comune: e-commerce è la keyword maggiormente segnalata dagli operatori, seguita da social beauty e da tre parole legate al concetto allargato di “green”, ossia naturale, biologico e sostenibilità. Allontanandosi dal centro della tag cloud si notano altre parole, già emerse dalle analisi compiute sulle abitudini di consumo negli ultimi anni, quali fiducia, coccole, cure & care. Più distanti concetti allargati, riguardanti temi quali la multiculturalità, la sobrietà di consumo e il male care.