Diego Dalla Palma. Cafoni & Principesse

Diego Dalla Palma

Ultime cronache di un mondo, come scrive Diego Dalla Palma sul prossimo numero di Allure, sempre più cafone.


“Quattro lesbiche”: ecco come Felice Belloli, presidente della Lega dilettanti, sembra avere definito le giovani calciatrici debuttanti.

“Senza quel parrucchiere ora farei la parrucchiera”, afferma Gigliola Staffilani, docente di matematica al Mit di Boston, riferendosi ad un suo insegnante del liceo abruzzese che, quand’era giovane, si prodigò affinché studiasse. Forse, questo professore non ha detto a Gigliola che si può essere sommi, colti, sensibili e celebri parrucchieri anche se non si è matematici. O lei, facendo leva che sul 2+2= 4, ha preferito fermare il cervello solo a quel pensiero?

“Elettorato da estetiste”: questo è quanto ha tuonato quel delicato personaggio che risponde al nome di Matteo Salvini riferendosi ai probabili sostenitori della sfidante (ormai perdente), candidata a guidare la regione Veneto, Alessandra Moretti. Come a dire che le estetiste sono quattro donnette capaci solo di applicare dello smalto sulle unghie o a strappare peli superflui. Che pensiero alto, accidenti!

“L’ho fatto per servizio”, così giustifica il suo intervento come giurato a “Miss Università 2015”, Eugenio Gaudio, rettore del prestigioso Ateneo di Roma La Sapienza, la più grande università europea. E dove sta il problema, vi chiederete? Nel metodo di valutazione, signori: le sprovvedute studentesse vengono sì valutate attraverso quesiti sulla loro preparazione culturale e sulla loro intelligenza, ma devono sfilare indicando la loro altezza con abitini attillati o in bikini, incedendo imperiose su pericolosi tacchi 12.

“Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa vergogna”, minaccia il deputato del PJD Abdessamad Al Idrissi (Partito della Giustizia e dello Sviluppo Islamista in Marocco). Il motivo di tanto scandalo?: il body minimale e le pose ammiccanti e sexy di Jennifer Lopez, durante l’esibizione sul palco del festival Mawazin di Rabat, dove la star era stata invitata. C’è da chiedersi: ma se invitate la Lopez, cosa pretendete, che si esibisca con l’hijab?

Cafoni a go-go, quindi. Cafoni di ogni genere, di ogni nazionalità. E noi, che possiamo fare? Noi, che viviamo (e fatturiamo!) sulla bellezza, sull’estetica e sul senso del bello, possiamo essere principi e principesse? Certo, che possiamo! Bisognerebbe cominciare a proporre, attraverso messaggi pubblicitari, corpi e visi reali, credibili, autentici. Espressioni che rappresentino il vissuto umano. Basterebbe che rinunciassimo a divulgare turgori epidermici improbabili, ciglia lunghe 10 cm, sguardi compiacenti da femme fatale, forme corporee bioniche e provocanti, glutei statuari, seni imperiosi e insolenti, ammiccamenti mercificanti a senso unico. Diventeremmo, subito, Principi e Paladini del nuovo, del futuro. Eviteremmo il declino che è alle porte. Premieremmo, soprattutto, la figura femminile, così discriminata. Sempre più discriminata. Ma per fare questo, è fondamentale porsi una domanda che io, per quel poco che valgo, trasmetto (con un tocco di raffinatezza): “Noi uomini, che cazzo di opinione abbiamo delle donne?