Estate: è tempo di scrub

Autore: Giovanna Mudulu

Non sono trattamenti quotidiani, come latte, tonico e idratante. Ma il loro utilizzo, una o due volte la settimana, resta tra i rituali fondamentali di bellezza.


Parliamo degli esfolianti. Molti i nomi: scrub, gommage, peeling. Una l'azione essenziale: rimuovere ispessimenti, impurità, tossine e cellule morte che impediscono l'ossigenazione della pelle. Pronta solo dopo il "passaggio" di questi cosmetici, a far tesoro di creme e sieri nutrienti e rigeneranti.

Ma attenzione! Contrariamente a quanto si pensa, è d'estate che vanno usati con maggior regolarità. Infatti, per ottenere un'abbronzatura luminosa e naturale, è d'obbligo uniformare la grana cutanea, levigando gli strati epidermici. Come spiega Umberto Borellini, cosmetologo a Milano.

Come e quando si effettua una corretta esfoliazione?
Si massaggia sulla pelle bagnata il prodotto arricchito di granuli, microsfere esfolianti sintetiche (polietilene o nylon) o naturali (noccioli polverizzati di frutta, cristalli di zucchero o di sale, terra argillosa o cera jojoba). Dopo aver percorso ogni parte del corpo, insistendo maggiormente sulle zone più ruvide e ispessite, come gomiti, ginocchia e schiena, si sciacquano i residui. L'operazione va ripetuta, una volta la settimana, tutto l'anno per far fronte al fisiologico ricambio della pelle.

Lo scrub va "dosato" a seconda del tipo di pelle?
L'esfoliazione giova alle pelli secche, seguita da una crema nutriente. Più cautela, invece, con le pelli grasse e tendenti all'acne: un'esfoliazione aggressiva e frequente potrebbe scatenare l'effetto "rebound", incrementando la produzione di sebo. Infine, lo scrub non è indicato se la pelle è sensibile, si arrossa o soffre di couperose.

È un trattamento consigliabile a tutte le età?

Una leggera azione esfoliante può essere utile già intorno ai 20 anni, almeno una volta al mese. Dai 30 in poi, deve diventare un gesto costante del rituale beauty. Questo perché il rinnovamento cellulare rallenta fino a sfiorare la soglia dei due mesi, contro i 14-21 giorni dell'età più giovane. A peggiorare la situazione contribuisce la progressiva perdita di ceramidi, il "cemento" che garantisce coesione fra le cellule. Dunque, meglio rimuovere le cellule morte superficiali, prevenendo la formazione di macchie e discromie.

Durante il periodo estivo, un gommage rischia di "scolorire" l'abbronzatura?
Assolutamente no. Anzi, già prima di partire per il mare, è bene levigare la pelle con uno scrub, assicurandosi così una tintarella uniforme e naturale. L'importante è farlo una settimana prima dell'esposizione al sole altrimenti, assottigliando i tessuti, ci si predispone a eritemi e scottature. Anche durante le vacanze (e al ritorno), si consiglia di accelerare il turn-over cellulare con un esfoliante delicato. Non porta via il colore - come spesso si crede - ma le cellule morte, responsabili di macchie e opacità di colorito. Unica accortezza: non strofinare troppo la pelle.


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