Giovani e profumi

Autore: Maria Grazia Fornasier

Presunzione, affanno, disinformazione? Sembra che in questi tempi incerti, l’aspirazione più ambita dai giovani alla ricerca di un futuro nel nostro settore, sia la professione di “naso”.


Maria Grazia FornasierCome dire? Se la scala dei valori avesse lo stesso significato per tutti, l’equivalente di una Star da Red Carpet! Ambizione ammirevole e legittima, se corrisposta da altrettanta chiara visione del cammino fondamentale per raggiungere l’obiettivo. Mentre generalmente l’equazione è molto più concisa: buon olfatto uguale predisposizione e abilità a creare! Non mancano certo fonti, mezzi d’informazione ed esempi di chi ha conquistato una ragionevole se non eccellente posizione. Ma l’illusione del prestigio tende ad accorciare le distanze e annebbia la nozione d’impegno e di merito, mentre risulta molto più nitido il punto d’arrivo che non la strada per giungervi. Fenomeno dei nostri tempi? Conclusione forse troppo scontata, anche se in parte vera.

È certo che l’assenza di un’adeguata proposta pedagogica di ordine istituzionale, a differenza dell’abbondanza in molte altre discipline, lascia il campo libero solo a parziali iniziative private e a progetti che, più che esaltare i valori del mestiere, ne banalizzano pericolosamente contenuti e percorsi. Ma soprattutto, non consente d’istituire un sistema di riconoscimento ufficiale e autorevole delle reali competenze, uno strumento di sicuro supporto sia per aziende sia per aspiranti professionisti. Perché in un contesto in cui la competizione è più che agguerrita, e la domanda in sofferenza, è indispensabile definire da entrambe le parti saldi principi qualitativi. L’approccio pragmatico è d’ordine: valutare le reali opportunità offerte dal mercato perché non tutte le posizioni prestigiose sono accessibili ad un ampio numero di aspiranti. Valutare anche le reali attitudini e quali passi si è disposti ad intraprendere per giungere alla meta. In termini di tempo, di impegno economico e di impegno personale se dovesse rendersi necessario un soggiorno all’estero.

La nostra industria offre, con l’adeguata preparazione, molteplici opportunità di appagare l’attrazione per il profumo. Dalle mansioni tecniche a quelle rivolte alla commercializzazione e alla promozione del prodotto, che richiedono però una solida formazione. Per citare un esempio a noi vicino: un’affermata scuola francese richiede ai futuri promoter di fragranze il possesso del diploma di maturità e la frequentazione di due anni di specializzazione. Non ci sono canti delle sirene: tre materie prime miscelate anche con passione non hanno mai fatto un profumo. Come non è realista, secondo le affermazioni di alcuni anonimi al riparo di blog dalla dialettica sgarbata, persuadersi che basta un buon libro e qualche materia prima per diventare creatore. I tempi richiedono concretezza, serietà e qualificazione e (magari!) una borsa del lavoro specifica.