Gli alleati Antiage di ultima generazione

Autore: Giovanna Mudulu

La sfida della cosmetica anti-age: riparare e stimolare le funzioni cellulari, fino all’incremento delle grandi fibre sentinella presenti nell’epidermide e nel derma, per una giovinezza senza età.

Ce ne parla Flavia Zanotti, Professore a contratto al Master in Cosmetologia Università di Ferrara.


Quali sono le scoperte tecnologiche più interessanti degli ultimi anni già applicate nella cosmetica antietà?
Innovativo l'uso mirato degli oligopeptidi, piccole frazioni proteiche costituite da 3-4-6 aminoacidi in sequenza ben predeterminata, che spesso riproducono sequenze di proteine importanti per la pelle, come il collagene e l'elastina. La loro attività varia in funzione della loro composizione. Sono noti, ad esempio, gli utilizzi di alcuni esapeptidi che agiscono sulla ruga in maniera simile al botulino, riducendo la contrazione muscolare.

Qualche anno fa si è tanto parlato di cellule staminali: a che punto è l'applicazione di questi attivi in cosmetologia?
Per le grandi incognite che il loro uso impone, in cosmetologia l'approccio all'utilizzo è molto prudente, nonostante la potenziale valenza legata alle loro capacità rigeneranti. Vengono utilizzate cellule staminali vegetali per il contenuto ricco di nutrienti e vitageni, non certo per le possibili differenziazioni della cellula stessa che è, e rimarrà sempre, una cellula vegetale.

Esiste un campo non ancora indagato che potrebbe riservare grosse sorprese in campo cosmetico?
L'orizzonte è fondamentalmente tecnologico, basato sui nuovi veicoli che aiuteranno gli attivi a raggiungere prima e meglio il loro bersaglio di azione.

Quali sono gli attivi che non devono mancare in una buona formulazione di cosmetico antietà?
Quelli che agiscono in varie direzioni, ossia: i principi attivi che proteggono e preservano l'integrità cutanea come gli antiossidanti e i protettivi di membrana, ad esempio le vitamine A e C e gli Omega 3 e 6. Quelli  che riparano i danni da invecchiamento, stimolando la sintesi di collagene e di elastina e riparano la matrice extracellulare rimodellando così i tessuti, come molti oligopeptidi. Ancora, quelli che favoriscono la ricostruzione del Dna cellulare danneggiato. Infine, gli attivi restituivi come l'acido ialuronico, che rimane un idratante insostituibile, o alcuni nucleosidi che restituiscono  alle cellule cutanee quell'energia persa con l'età, in modo che le cellule si mantengano giovani e metabolicamente attive.

Le formulazioni delle varie texture possono contenere gli stessi attivi e sortire gli stessi effetti?
Per un buon risultato di attività cosmetologica è determinante la formulazione costruita "intorno" all'attivo stesso. Si possono realizzare così delle sinergie d'azione molto importanti. Le texture devono essere appositamente studiate. Questo è il motivo per cui il prodotto finale richiede poi di essere direttamente testato.

La cosmesi per ogni età è una realtà scientifica che valuta i parametri fisiologici: come si deve scegliere il trattamento più idoneo per la propria età?
I segni che il tempo lascia sul viso sono molto soggettivi, non sempre collegati all'età anagrafica. Bisogna conoscere i propri bisogni specifici: la tonicità, l'elasticità, ma anche la perdita di definizione dei contorni, lo svuotamento del viso, le micro rugosità diffuse e le macrorugosità localizzate. Dovremo scegliere in base alle esigenze singole o multiple che lo stato della nostra cute esige.

Quando è consigliabile l'utilizzo di questo genere di cosmetici?
La prevenzione è l'arma che promette risultati nel lungo termine ed è quindi consigliabile "da subito". Nelle situazioni di rugosità già evidente e conclamata si può solo lavorare sul danno e riparare con tempo e costanza.