Intervista a Gabriella Scarpa

Autore: Giovanna Mudulu

Country General Manager LVMH Parfums et Cosmetiques , Amministratore Delegato Christian Dior Italia, Presidente Internazionale Acqua di Parma.


Scarpa

Inarrestabile la sua scalata professionale che in un crescendo di ruoli la vede diventare nel 2001 Country General Manager LVMH Parfums et Cosmetiques, nel 2003 Presidente Internazionale di Acqua di Parma e nel 2006 anche AD di Christian Dior Italia.

Intelligenza, capacità, determinazione… cos’altro è stato fondamentale per ricoprire ruoli così importanti?
La visione strategica nel sapersi “calare” nella realtà della Marca, nel suo vissuto, nel suo Dna e doti come creatività e innovazione sono importanti, così come l’esperienza nei beni di lusso e l’amore per questo settore.

Una vita lavorativa costellata di successi professionali, ma di quale sei più orgogliosa?
Ho avuto la fortuna di lavorare in settori diversi per Marchi e progetti di grande prestigio. Dall’edilizia dei primi anni lavorativi sono passata all’editoria vivendo lo start up internazionale di Harmony, divenuto un successo mondiale con una leadership assoluta nel mercato italiano. Poi, il mondo del lusso con Cartier, e ancora uno start up straordinario con Swatch, che mi ha lasciato molto per la passione con cui è stato sviluppato il progetto,il successo vissuto in prima persona, e la storia prestigiosa nel marketing che questo marchio rappresenta. E in questi 20 anni di LVMH ho trovato un mondo bellissimo e stimolante, sviluppando tanti progetti e raccogliendo risultati eccellenti che sono ancora una volta la conferma della forza dei Marchi, ma anche delle mie capacità.

Come riesci a conciliare un lavoro così impegnativo, che ti vede spesso in giro per il mondo, con la tua vita privata?
Concilio male, ma non ho mai fatto un distinguo tra la vita privata e il lavoro. La mia carriera è la mia vita, non avrei mai potuto fare un lavoro di routine, l’attività è parte integrante del mio essere. I miei due figli da piccoli ne hanno un po’ sofferto crescendo con le tate, ma negli anni hanno apprezzato una madre attiva che non ha mai portato a casa malumori e stress, e che ha sempre dato un messaggio positivo del lavoro come priorità e soddisfazione.

Si può crescere anche in tempi di recessione. Ma quali sono i punti di forza da sfruttare per cogliere le occasioni del momento?
Si cresce anche nei momenti di recessione se il messaggio della Marca è autentico. Acqua di Parma continua a riscuotere grande successo di pubblico, sia nel reclutare nuovi consumatori attratti dall’unicità della Marca, sia nella forte fidelizzazione che rappresenta un universo di riferimento nel loro stile di vita.

Rappresenti Marche di prestigio che hanno secoli di storia: come riuscite a trasmettere tutto questo in profumeria?
Non è facile. Il modello distributivo della profumeria si è spersonalizzato alla ricerca di una facilità di contatti e servizio. Perdendo quel “cotè boutique”, quella raffinatezza di ambiente e di sensazioni che fanno parte del mondo della bellezza. Questo modello ha avvicinato nuovi consumatori anche giovani, e offre una più ampia scelta. Ma noi restiamo fedeli alle nostre radici del lusso, investendo il più possibile in un merchandising di qualità, con personalizzazioni che esaltino la nostra immagine e il prestigio dei prodotti. Nei Grandi Magazzini è più semplice, possiamo riprodurre al meglio la nostra storia e garantire i nostri servizi. Le nostre campagne media sono molto coinvolgenti ed emozionanti, e attraverso il team di formazione cerchiamo di far passare il concept di una “cultura del lusso e della bellezza” sia alle vendeuse dei nostri concessionari sia ai consumatori.

Lo scenario è ancora incerto ma l’importanza di farsi trovare preparati per affrontare la ripresa con nuove idee quanto vi impegna?
Indipendentemente dai momenti, la competizione, l’evoluzione continua dei consumatori e anche della distribuzione richiedono un impegno costante in tutte le aree del business e occupano gran parte del nostro tempo ed energie.

La realtà della crisi ha comportato un nuovo modo di interagire: come sono cambiati i vostri rapporti con la distribuzione?
Non c’è stato uno stravolgimento, volendo essere anche partner e non solo fornitori. Riteniamo di essere stati sempre vicini alla distribuzione e alle sue problematiche. Ascoltiamo i bisogni dei profumieri e li supportiamo nella logistica ottimizzando la gestione degli stock. Facciamo training, interventi delle nostre organizzazioni di sell out, supporti promozionali e di merchandising sempre all’avanguardia, e investimenti media che aiutano la domanda dei nostri Marchi.

Quali sono gli obiettivi futuri del Gruppo?
Migliorare le nostre quote di mercato, rappresentare per distributori e clienti un punto di riferimento del lusso nella cosmetica con garanzia di qualità e serietà e investire sempre su un’immagine migliore dei Marchi.

Come vedi il futuro della profumeria in Italia?
Non torneranno più gli anni di grande crescita e la profumeria deve agire con leve corrette per garantire un futuro al settore e alle singole aziende. Deve investire, gestire e fare scelte propedeutiche al proprio futuro e ai risultati necessari per rimanere sul mercato. Anche in Italia ci sarà una polarizzazione di quote nella distribuzione, con grandi Gruppi Internazionali e Nazionali. Ma sono e spero resteranno ancora molto forti le realtà regionali e locali. Questa caratteristica italiana corrisponde all’attitudine del consumatore che, agli acquisti nella grande distribuzione sicuramente efficace in molte aree e servizi, affianca il piccolo market alla ricerca di un rinnovato bisogno di rassicurazione. Sono ottimista di natura, penso che il peggio sia passato e che gli scenari siano più chiari. E spero che nascano anche dei modelli “luxury” nei quali i nostri Marchi e tanti consumatori possano sempre trovare immagine, servizio, qualità.