La crisi aguzza l'ingegno

Autore: Carla Scesa

Carla ScesaViviamo quotidianamente una crisi economica che porta a riflettere sugli stili di vita, tra cui l’attenzione al proprio benessere e alla cura della persona.


È una riflessione che coinvolge in modo diretto il mondo della bellezza e la scienza cosmetologica, spingendoli a una forte innovazione e creatività scientifica: segno di vitalità e giovinezza per l’intero settore. Si moltiplicano le ricerche su tutte le forme di invecchiamento cutaneo e sui meccanismi biochimici che ne sono alla base. Il nuovo obiettivo della cosmesi, infatti, è agire sulle cellule cutanee superficiali e profonde: dai cheratinociti ai melanociti fino ai fibroblasti, per stimolarne l’attività e rallentare l’invecchiamento.

Si parla sempre più di inibizione enzimatica, cioè di frenare quei processi degenerativi che sono alla base della vecchiaia. Metalloproteinasi, aromatasi, catalasi o superossidodismutasi e altri ancora, sono ormai nomi frequentemente usati per spiegare il funzionamento delle creme di bellezza di ultima generazione.

Meccanismi ancora in parte sconosciuti sono studiati in vitro, nei laboratori di biologia cellulare dove vengono selezionati, fatti crescere e studiati i componenti vitali della pelle umana e dei suoi annessi (peli e unghie), applicandovi i nuovi principi attivi per capirne efficacia e reazioni. È questa una grande innovazione, che permette di sperimentare nuovi prodotti e ingredienti, sostituendo completamente gli ormai lontani test sugli animali.

Ma quali sono le nuove sostanze? Nonostante le restrizioni derivanti dalle legislazioni internazionali (tra cui il Reach: Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals, che ha messo al bando numerose molecole non sicure) sono entrate ben 1700 nuove voci nella XV edizione (2014) del Dizionario che comprende tutti i nomi INCI, cioè gli ingredienti cosmetici in uso.

Fonti di nuovi attivi e ingredienti sono soprattutto gli studi sui polimeri e sul mondo naturale (vegetale e marino) con la tradizione di etnoculture sempre più presenti. Una vivacità che ha dato origine a texture sempre più innovative e sensoriali. Dopo il boom delle famose creme dell’alfabeto: BB, CC e DD, che si sono estese dal viso al corpo ai capelli, nascono nuove tecnologie, quali i prodotti pressurizzati con il sistema BOV (Bagon On Valve) non inquinanti, sicuri e plurifunzionali.

Si sviluppa la cosmetotessile, con tessuti “non tessuti” che inglobano e rilasciano principi attivi, senza dimenticare le maschere filmogene per uso continuativo e le emulsioni di alta sensorialità ed efficacia. Gli esempi potrebbero continuare a lungo, addentrandosi nelle nuove texture: veri capolavori tecnologici, nati per soddisfare un consumatore sempre più esigente insieme a un legislatore che verifica on market la sicurezza e la veridicità delle promesse.

Con la crisi lo sviluppo tecnologico e la creatività scientifica hanno avuto un forte impulso, dando alla scienza cosmetica gli input per rinnovarsi con successo. Come sempre i proverbi della tradizione colgono nel segno: “La necessità aguzza l’ingegno”, la crisi stimola la creatività della ricerca cosmetica spingendola verso nuove frontiere.