La parola a Diego Dalla Palma

Diego Dalla Palma

Ritornano le attese pennellate di Diego Dalla Palma che dice la sua sull'attualità. Su Cafoni & Principesse di queste ultime settimane.


Una giornalista del New York Post ha scoperto che la maggior parte dei partecipanti ai vari reality mandati in onda in TV, dopo l’impatto di notorietà iniziale, necessitano di centri di assistenza psicologica a causa di turbe e malesseri vari della mente. Si chiama “sindrome televisiva”. Sono emersi, addirittura, undici suicidi post reality. Traumi psicologici dovuti all’ossessione nei confronti della notorietà! Ma non parliamone in TV, per carità! Altrimenti si ferma il circo.

Recentemente, se ne sono sentite (e viste) di belle. Qualche esempio? Eccone un paio di cui si è parlato: Thierry Fremaux, direttore del Festival di Cannes, in un momento di “Zelo”, come lui stesso ha definito l’iniziativa, emargina coloro che si prestano a sfilare sul red carpet con scarpe senza tacco; il Regno Unito manda in tilt (a ragione!) i lettori di Elle, colpiti dalle cosce e dalle ginocchia, visibilmente dello stesso spessore, di una modella scheletrica che pubblicizza un’importante e celebre firma della moda; sacerdotesse (e sacerdoti) del buon gusto che criticano (a ragione!) la scelta di pubblicare un’immagine di beauty, davvero imbarazzante, di un autorevole marchio cosmetico francese (indovinate quale!) in cui si vede una modella, stile Olgettina, che ammicca con unghie e trucco della bocca da porno star esibendo, come ce ne fosse bisogno, anche evidenti tatuaggi. Importante che se ne parli. D’accordo! Ma è importante, però, ricordare che fino a poco tempo fa tutti noi criticavamo le donne vistose, chiassose e volgari definendole portatrici di cattivo gusto. Adesso il buon gusto, l’orrore e il disagio fanno vendere? Vabbè! Contenti voi!

Altro segnale cafone del nostro tempo? Il selfie. Viviamo di selfie! Siamo talmente soli, fragili e ignoranti (ignorare) che non ci chiediamo neppure quanto sia effimero e inutile il superficiale gesto del selfie. Né, tantomeno, ci chiediamo il reale significato di questa azione. Egocentrismo innocente, qualcuno dirà! Ma da adulti, molto spesso, l’innocenza confina con la dabbenaggine.

Ora, fra tanto disagio un po’ tamarro, segnaliamo qualche figura dalla natura principesca? Eccole: Iris Apfel, ideatrice di una griffe di tessuti, consulente di Yoox nel mondo dei gioielli. Una splendida vecchietta, icona di stile, creatività e fascino. Paola Turci: dopo snervanti e umilianti interventi chirurgici per nascondere i segni di un lontano incidente automobilistico, mostra completamente, e con fierezza, il suo viso sulla copertina del suo recente album; Gualtiero Marchesi, unica vera icona della rivoluzione culinaria italiana, afferma, in una Italietta fatta di divi e divetti davanti ai fornelli: “Sono tutto quello che ho dimenticato”.

Vogliamo, infine, citare un’azienda e un principe di fascino e doti comunicative? L’azienda è Desigual, che espone Chantelle Winnie, modella allegra e solare nonostante le sue anomalie epidermiche, per pubblicizzare il marchio. Il principe, invece, è Yanis Varoufakis (quanto contano, i nomi!): stratega affascinante e virile appartenente a un genere umano davvero singolare. Una fusion di talento, intelligenza, furbizia e fascino davvero rari.