Nasi e profumi

Autore: Maria Grazia Fornasier

Naso: Uomo o Macchina? Sebbene sia ormai consuetudine associare il significato all’umano creatore, lo sviluppo in termini di olfatto si manifesta grazie a ricerca e tecnologia attraverso una nuova categoria di “nasi”, quelli elettronici e in futuro, forse, anche quelli bio-elettronici.


Maria Grazia FornasierChallenger o partner per il sistema biologico, quale ruolo attribuire loro? I meccanismi di funzionamento sono radicalmente diversi. Grazie alle ricerche effettuate sul funzionamento dell’olfatto umano, che hanno valso nel 2004 a Linda Buck e Richard Axel il premio Nobel per la medicina e la fisiologia, sappiamo che la nostra capacità d’intercettare gli odori, grazie alla moltitudine dei nostri recettori olfattivi, è correlata ai nostri geni e quindi rimane meravigliosamente soggettiva e personale.

Come l’umano, la macchina acquisisce il messaggio olfattivo tramite un sensore a ossido metallico, ma l’informazione viene poi decodificata da un software che ne identificherà l’impronta chimica. Grazie ad un database precostituito e in continuo arricchimento. Una capacità che non subisce influenze umorali, culturali, cliniche o climatiche e fornisce parametri di analisi o di comparazione di obiettiva precisione. Tali da costituire uno strumento prezioso nella valutazione qualitativa di una materia prima o di un prodotto, il suo grado d’invecchiamento, di alterazione o d’inquinamento. L’uso sempre più diffuso dei nasi elettronici rappresenta quindi una nuova frontiera nella ricerca di autenticità e di qualità indispensabile alla nostra professione, consentendo di accertare la reale provenienza di una materia prima e individuare eventuali contraffazioni.

Ma la scienza guarda già oltre e, tralasciando i sensori elettronici, trae ispirazione dalle cellule animali molto più ricche di recettori olfattivi di quelle umane. Gli animali hanno infatti capacità infinitamente superiori a quelle dell’uomo, in quanto gli odori forniscono segnali fondamentali per la sopravvivenza: sia per la ricerca di cibo sia per la percezione del pericolo. Immaginereste, ad esempio, che il cane possiede un olfatto quaranta volte più potente del nostro? Lo studio delle ciglia olfattive di rane e farfalle, tra i casi più curiosi, ha permesso di concepire dei nano tubi di titanio e carbonio già in applicazione in alcuni ambiti di rilevazione di sostanze dannose. Questo lascia immaginare quanti progressi potranno ancora essere conseguiti e quali ambiziosi traguardi saranno raggiungibili nel perfezionamento e completamento dell’opera umana.

Il pericolo di sostituzione quindi non esiste. Si può certamente affermare che la natura ispira sia l’uomo sia la macchina, ma all’uomo rimarrà l’incommensurabile privilegio di scoprire, modellare gli odori nella loro dimensione emozionale e artistica, coadiuvato dalla macchina che ne garantirà la qualità a riconferma dell’indispensabile sinergia tra natura e tecnologia!