Profumeria 2015. I numeri di Cosmetica Italia

Economia coiffure 2015. I numeri di Cosmetica Italia

La profumeria registra segnali di ripresa. Mentre per la cosmesi in generale si registra una ripresa nel segno della stabilità.


L’indagine congiunturale del Centro Studi di Cosmetica Italia (30a edizione), rileva una ripresa nel segno della stabilità per l’industria cosmetica italiana. A fine 2015 il fatturato globale del settore cosmetico supera i 9.700 milioni di euro per un trend positivo superiore al 4%. A incidere significativamente sulla crescita dei fatturati, accanto ad alcuni segnali positivi dal mercato interno (+0,5%), sono le esportazioni che, con un +10,5%, si avvicinano ai 3.700 milioni di euro.

“Il costante sviluppo dell’export cosmetico arricchisce in misura evidente il saldo commerciale che supera i 1.900 milioni di euro, un record assoluto per il comparto” evidenzia Fabio Rossello, presidente di Cosmetica Italia. “A fronte della reattività dimostrata dalle imprese, auspichiamo un pari dinamismo da parte delle istituzioni politiche per sostenere la ripresa”.

Trend Profumeria 2015/2016

Dopo anni di pesanti contrazioni tra i canali tradizionali, denunciando una profonda crisi d’identità soprattutto nelle profumerie tradizionali, il canale profumeria registra segnali di ripresa. Nel corso della rilevazione congiunturale di fine 2015 vengono rilevati alcuni importanti segnali di recupero delle perdite: per il secondo semestre si osserva la crescita di un punto percentuale, seguito da una nuova crescita nel primo semestre 2016 dello 0,6%. Il valore totale del canale nel 2015 si approssimerà ai 2.100 milioni di euro.

Anche se è ancora evidente la dicotomia tra la staticità di molte profumerie tradizionali/di vicinato, e le dinamiche di successo da parte sia delle catene organizzate (e di quelle regionali in generale) che da parte di quelle piccole realtà distributive che hanno saputo evidenziare i concetti di nicchia e di esclusività, nuove strategie distributive e nuovi investimenti sull’identità selettiva del canale portano nuova linfa e ottimismo.

Fonte Centro Studi Cosmetica Italia

Nonostante politiche di prezzo superiori alla media del settore e attività promozionali sempre più mirate, è evidente la disaffezione di molti consumatori nei confronti del canale, in particolare di quei punti vendita che non hanno saputo stimolare quella shopping experience sempre più ricercata da maggiori fasce di consumatori. La selettività deve essere rivisitata alla luce delle nuove forme distributive e delle novità di prodotto. Se è ancora vero che larghe fasce di consumatori non rinunciano alle frequentazioni tradizionali, va compreso che, più di prima, pretendono livelli di servizio e di qualità adeguati ai livelli di prezzo dell’offerta, generando situazione disomogenee nel canale.

E gli altri canali?
Ancora una volta l’erboristeria sembra non risentire delll’andamento ancora rallentato del mercato cosmetico. Lo attesta la crescita del 3% per il secondo semestre 2015 (valore di mercato superiore ai 430 milioni di euro). Anche la farmacia conferma nella seconda metà del 2015 una crescita dell’1,8% per un valore di mercato che a fine anno supererà i 1.800 milioni di euro; la fiducia dei consumatori verso il canale, i suoi livelli di affidabilità, specializzazione e cura dei servizi accessori ne determinano la tenuta positiva.

Fonte Centro Studi Cosmetica Italia

La grande distribuzione con un valore di oltre 3.800 milioni di euro copre oltre il 40% della distribuzione di cosmetici in Italia e mostra segnali di ripresa a fine 2015 (+0,8% nel secondo semestre). Questo canale riesce infatti a soddisfare ampie fasce di consumatori con prodotti di qualità e dai prezzi molto competitivi.

Ancora negativi, ma in attenuazione, sono invece i segnali che arrivano dai canali professionali, in contrazione da alcuni esercizi. L'acconciatura professionale registra -2% per un valore prossimo ai 560 milioni di euro a fronte di una difficoltà di approccio a una clientela sempre più esigente e attenta al servizio e alla generalizzata diminuzione dei passaggi in salone che da oltre cinque anni condiziona negativamente il canale. Nella rilevazione invernale prosegue il rallentamento: si passa, infatti, da - 4% del 2014 a -2% di fine 2015 e primo semestre 2016.

I centri estetici continuano a soffrire per il diradamento delle frequentazioni, da cui deriva una contrazione del 3,2% nel secondo semestre 2015 per un valore di mercato vicino ai 230 milioni di euro.

ESPORTAZIONI INDUSTRIA COSMETICA ITALIANA: PRIMO SEMESTRE 2015 

Fonte Centro Studi Cosmetica Italia