Profumo e flacone

Marco Vidal

“Dialoghi inediti tra vetro e profumo”. È il titolo di una mostra che abbiamo concepito per celebrare il connubio creativo e materiale tra vetro e profumo, uno sposalizio che dura da millenni.


Grazie a contenitori in vetro di diverse epoche, fatture e forme, il profumo ha avuto una sua ideale sede che l’ha esaltato e l’ha reso ancora di più un oggetto di lusso e di bellezza. I primi flaconi in vetro di cui si conservano ancora oggi meravigliosi esemplari esposti nei musei sono i balsamari e gli unguentari in voga nelle civiltà pagane, dall’antico Egitto ai Fenici, Etruschi e Romani.

Sono contenitori in vetro impastato, marmorizzato o trasparente che contenevano balsami e oli profumati e che erano realizzati prima a stampo e successivamente (dal I secolo d.C.) con la tecnica a soffio. I vetrai romani raggiunsero uno stile sublime e questi flaconi spesso hanno forme e decorazioni molto particolari e raffinate. Oggi la forma del flacone del profumo è determinante nel mercato della profumeria, basti pensare a quanti successi commerciali devono la loro popolarità al design e alla tecnica decorativa del proprio contenitore.

Nel nostro piccolo abbiamo un caso emblematico in famiglia da citare: quando venne creato, il Pino Silvestre Vidal aveva un flacone squadrato con un tappo a forma di pigna e ci fu una disputa amichevole con l’antica casa di profumi Visconti di Modrone che presentava una bottiglia simile. Fu questo il motivo che ci portò a cercare un’altra forma e insieme alla vetreria Bormioli a sviluppare il tappo in una pigna intera con sfaccettatura in vetro verde. Quel cambiamento e quella forma iconica furono sicuramente una delle chiavi di successo del Pino Silvestre.

Ma quanti esempi attuali o passati si potrebbero citare, quanto la personalizzazione del flacone e l’estrema plasmabilità del vetro hanno determinato il successo di un profumo. A Venezia, nel Museo del Profumo di Palazzo Mocenigo, abbiamo appena inaugurato (il 29 aprile) una mostra temporanea che andrà a percorrere il rapporto tra il vetro e profumo dal Rinascimento sino a oggi. Saranno esposte delle collezioni storiche di flaconi dalle forme e dalle finiture estremamente variegate. In particolare esporremo oggetti dell’arte vetraria di Murano, orgoglio e bene nazionale da salvaguardare e promuovere. Ma ci saranno bellissimi flaconi di altre grandi produzioni artistiche europee come Lalique e Boemia.

Infine, ci sarà un percorso contemporaneo rappresentato da 12 masterpieces realizzati per l’occasione da 12 maestri vetrai di Murano, su progetto di 12 designer e abbinati a 12 fragranze diverse. Questi 12 capolavori unici, una volta terminata la mostra a inizio ottobre, saranno messi all’asta e il ricavato andrà a favore del Museo. Esemplari assolutamente da vedere per il loro valore storico.