Prospettive di profumi

Che il profumo sia il testimone della sua epoca è ormai principio assodato e le materie prime che ne costituiscono l’elemento fondante, le lettere dell’alfabeto della creazione, rappresentano senza dubbio il primo indizio dei mutamenti in atto.

Maria Grazia FornasierÈ quanto ci rivela la presentazione dei produttori di sostanze profumanti in occasione delle Giornate delle Materie Prime recentemente organizzate a Parigi dalla Société Française des Parfumeurs. Un incontro che non solo rappresenta un’incredibile opportunità di arricchire il nostro patrimonio culturale con appassionanti confronti con specialisti ma soprattutto, avendo un ampio panorama dei nuovi strumenti a disposizione dei creatori, un’occasione per captare che “aria” anzi che “odore tira”. Appena accennato nella precedente edizione, il tema della sostenibilità assume una dimensione crescente e trova sviluppi adeguati al Dna di ogni azienda.

Dal Madagascar, all’India, all’Indonesia e alla stessa Provenza, i progetti si fanno sempre più articolati e concreti. Stabilire partnership con produttori locali, generalmente famiglie di coltivatori e assicurare loro uno sviluppo sociale duraturo con supporto all’educazione e alla prevenzione di malattie. Ottimizzare i processi di estrazione per minimizzare l’impatto ambientale e aumentare la qualità delle essenze. Attuare cicli di addestramento del personale locale per preservare l’eccellenza della materia grezza, istituire programmi di riforestazione per mantenere autonomia energetica, riciclo delle acque di lavorazione.

E non solo, l’impegno all’acquisto di materie prime a prezzo equo diventa postulato alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento condotta da uno strano nuovo professionista: “rabdomante” di materie prime. Incrementare al massimo l’utilizzo delle risorse naturali è una delle preoccupazioni dei produttori più evoluti, che studiano nuove tecniche per ricavare ulteriori sostanze odorose da quelli che finora sembravano scarti di lavorazione. Cosi l’acqua di distillazione delle rose, sinora dedicata ad usi cosmetici, diventa una preziosa fonte di freschi sentori da mescolare all’essenza per un riequilibro degli odori, la polpa del bergamotto fornisce un estratto che dà una sostanziosa intensità all’olio essenziale.

Biodiversità ed endemico sono i due concetti ricorrenti e si manifestano con una presenza sempre più importante di produttori locali. Cosi si può esplorare la purezza del bergamotto calabro, la ricchezza della rosa turca annata 2012 (molto più soddisfacente del 2013) e addentrarsi nelle curiosità della Tasmania sino a scoprire il profumo dell’albero del fuoco… Finalmente sembra profilarsi la fine di un’era. È appagante constatare che un’industria che guarda in gran parte al piacere ha la capacità e la sensibilità di mettere in atto iniziative che s’iscrivono pienamente nella presa di coscienza ecologica che sta abbracciando un’intera comunità.