protagonista il profumo a Palazzo Mocenigo

Nato grazie al supporto dell’azienda Mavive, il percorso intende valorizzare quella vocazione millenaria che elegge la città lagunare fra i capostipiti della tradizione profumiera mondiale.


Inaugurazione Palazzo MocenigoHa riaperto le sue porte al pubblico il 1° novembre.

Palazzo Mocenigo a San Stae, ovvero il Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume a Venezia, è tornato a far parte attiva dell’offerta museale della città. L’antico Palazzo, originariamente appartenuto a un ramo della famiglia Mocenigo, una delle più importanti e prestigiose dinastie locali, entrò a far parte dei Musei Civici Veneziani nel 1985.

Oggi - dopo un approfondito intervento conservativo che è riuscito a recuperare l’antico impianto architettonico e strutturale insieme agli arredi originali, gli affreschi e gli stucchi, i marmorini e i pavimenti - ricostruisce meticolosamente l’atmosfera di un’abitazione nobiliare veneziana dove ci si può immergere per seguire l’evoluzione che ha scandito la tendenza della moda, del costume e del tessile nel Settecento.

Il nuovo allestimento - concepito da Pier Luigi Pizzi, architetto, regista e scenografo di fama internazionale - si snoda a partire dal pòrtego su venti sale del piano nobile, attraverso un percorso circolare dove manichini vestiti con abiti e accessori d’epoca accolgono i visitatori tra eleganti arredi settecenteschi, tessuti e ricami, dipinti e cornici, accessori e abiti, tutti appartenenti alle collezioni conservate nel Palazzo, integrati da pezzi provenienti dagli altri musei della Fondazione che hanno contribuito a questa operazione di recupero.

Dal Museo Correr arrivano i dipinti con soggetti storici e celebrativi veneziani, che si affiancano agli altri dipinti provenienti dal Museo del Settecento Veneziano Ca’ Rezzonico, insieme ad ampolle e antiche attrezzature da laboratorio del Museo del Vetro di Murano. E ancora: merletti e ricami dal Museo del Merletto di Burano e gli erbari dal Museo di Storia Naturale. Ma le sorprese non finiscono qui. Il percorso storico su moda e costume offerto dal rinnovato Palazzo Mocenigo si arricchisce oggi di un capitolo inedito, una novità nel panorama della museografia italiana: una sezione dedicata al profumo e alle essenze.

Farmacia San Fantin Palazzo MocenigoPalazzo Mocenigo

Restituire valore alla tradizione

Mavive, azienda veneziana della famiglia Vidal da oltre cent’anni attiva nel settore cosmetico, si è proposta come partner principale nel progetto di questo nuovo percorso museale, spinta dall’obiettivo di valorizzare la lunga tradizione che ha reso l’Italia - e in particolare Venezia - uno dei principali centri della storia della profumeria mondiale. Come ci racconta Marco Vidal, curatore della sezione dedicata al profumo, “l’Italia ha un primato nella storia della cosmetica ancora poco conosciuto.

Attraverso questo museo vogliamo presentare a un pubblico internazionale questa tradizione che, secondo la nostra interpretazione, ha inizio nell’arrivo a Venezia delle Principessa bizantina Teodora Dukas che sposa il Doge Domenico Selvo e importa in una popolazione di mercanti i sofisticati costumi orientali, che comprendevano un utilizzo addirittura smisurato di profumi e cosmetici fino ad allora sconosciuti o dimenticati nelle popolazioni europee”.

Durante il Basso Medioevo c’è stato poi un fiorire di scoperte e innovazioni tecnologiche che hanno coinvolto le diverse corti italiane: “Il primo profumo moderno - prosegue Marco Vidal - è stato inventato a Venezia, dove è avvenuta la prima messa in alcool di una essenza, ma dove si è creato anche uno dei primissimi saponi per l’igiene personale. A Ferrara e alla principessa Borgia si deve l’invenzione delle moderne creme di bellezza. A Firenze, poi, si è sviluppato un ulteriore fiorire e raffinarsi delle tecniche e delle qualità produttive. Tanto che fu proprio Caterina De’ Medici a portare per la prima volta la cultura del profumo in Francia.

Il percorso museale che abbiamo creato si avvale non solo di collezioni e strumenti originali di grande valore, ma anche di un percorso sensoriale con trenta stazioni olfattive, di uno multimediale con totem e virtual book consultabili, di uno scientifico realizzato con la disponibilità del fondo bibliotecario monografico su profumo e cosmesi fornito da Cosmetica Italia. Abbiamo potuto contare sulla consulenza tecnica dell’Università di Ferrara e su quella storica dell’Università di Cà Foscari”. La sezione è ancora in progress, riserverà altre sorprese, come ci anticipa Marco Vidal: “Nel 2014 ci sarà lo sviluppo di ulteriori aree espositive e la creazione di un’offerta didattica stabile che non avrà pari al mondo. Per questo invito tutte le aziende italiane a proporci idee, collaborazioni e farne anche una propria casa ed un proprio orgoglio!”.

Documento Antico Palazzo Mocenigo

Profumo protagonista

La nuova sezione si sviluppa all’interno di cinque sale che in passato ospitavano la biblioteca specializzata e altri uffici.

Oggi si scoprono manufatti, documenti antichi e stazioni olfattive didattiche che hanno il compito di raccontare il magico mondo dei profumi dell’epoca, portando all’attenzione del grande pubblico pezzi di importanza rilevante, come il celebre Erbario Mattioli o il pregiato manuale di cosmetica I Notandissimi Secreti del’Arte Profumatoria di Giovanventura Rosetti: pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1555, rappresenta il primo ricettario d’Occidente che cataloga con approccio scientifico più di trecento formule di cosmetici in uso nella Venezia di allora. Un video documentario racconta il ruolo che ha rivestito Venezia nella storia del profumo, mentre una sala allestita a laboratorio rievoca l’attività quasi alchemica di un profumiere (muschiere) cinquecentesco.

Sono esposti e illustrati materie prime e procedimenti, mentre una mappa olfattiva presenta in modo inusuale le affascinanti Vie delle Spezie percorse dagli antichi veneziani. La casa essenziera tedesca Drom - che insieme a Mavive ha contribuito al progetto con il proprio supporto tecnico e scientifico per le installazioni sul profumo - ha messo a disposizione anche alcuni pezzi unici provenienti dalla sua collezione di flaconi e boccette porta-profumo, la “Collezione Storp”, una delle più importanti al mondo, composta da oltre 2.500 oggetti risalenti fino al 3.000 a.C.

Dulcis in fundo, i visitatori hanno la possibilità di sperimentare dal vivo e capire meglio le grandi famiglie olfattive dalle quali nascono tutti i profumi. I nuovi percorsi museali dedicati al profumo sono stati realizzati anche grazie a numerose altre collaborazioni, fra cui quella di Cosmetica Italia, che ha fornito il suo supporto didattico e reperito materiale storico, prestando il proprio fondo bibliotecario e realizzando il video documentario.