Veleni e bellezza

Da secoli i veleni sono associati alle donne nella letteratura, nelle fiabe e negli incubi di tutto il mondo.


Carla ScesaEvocano l’immagine di streghe, di matrigne cattive come quella di Biancaneve, di complottatrici come Lucrezia Borgia, di seduttrici spregiudicate come Cleopatra. Ma l’associazione tra veleni e donne può uscire dagli stereotipi negativi e può, al contrario, parlarci soltanto di bellezza.

I veleni, infatti, spesso promuovono ed esaltano la bellezza, unendo pratiche estetiche e principi attivi (che in dosi eccessive possono, talvolta, diventare estremamente nocivi per l’uomo e l’ambiente). Un primo esempio ci deriva dalle tradizioni. Gli splendidi occhi raffigurati nelle immagini dell’antico Egitto nascondono coloranti tossici: pigmenti a base di rame, piombo, antimonio.

Ma la ricerca scientifica moltiplica oggi le relazioni tra veleno e bellezza. I metalli pesanti (tra cui nichel, cromo, cadmio, mercurio, antimonio, piombo…) pur essendo vietati nei prodotti cosmetici, possono essere presenti come “impurezze inevitabili” in concentrazioni di “ppm”, ovvero “parti per milione”. Ciò avviene soprattutto nei pigmenti usati per il make-up, con il rischio di scatenare risposte allergiche o tossiche. Altri “veleni” per la bellezza si sono aggiunti. Tipico esempio è la formaldeide, fortemente nociva alla salute se in dosi eccessive. Essendo potenzialmente cancerogena è regolamentata per legge con una percentuale massima consentita dello 0,2% in peso come conservante, ma è presente sotto forme mascherate e in concentrazioni più elevate (fino al 20%) in alcuni prodotti di successo per la stiratura dei capelli.

I più potenti veleni si trovano nel mondo animale: dagli insetti ai rettili, agli anfibi. Ed è proprio qui che la cosmesi scientifica ha attinto alcune interessanti molecole di recente introduzione sul mercato per combattere l’invecchiamento cutaneo: rughe e segni di espressione. Sono sostanze appartenenti alla vasta classe degli oligopeptidi, isolati da veleno di serpente o presenti in quello delle api, degli scorpioni, dei ragni.

Tutto ha avuto origine studiando gli effetti della tossina botulinica, uno dei più potenti veleni esistenti. Basta un nanogrammo (un miliardesimo di grammo per chilo di peso corporeo) per uccidere un uomo, mentre il morso di una nostrana vipera è mortale per 0,006 grammi per chilo. La tossina botulinica paralizza i muscoli ma i suoi derivati (molecole più piccole e sicure) sono usati in medicina estetica e in cosmetologia per spianare le rughe d’espressione e costituiscono un importante principio attivo antiaging.

Nel futuro dei veleni per la bellezza, ci sono nuovi peptidi che agiscono sui neurotrasmettitori cutanei, per aumentare l’efficacia dei trattamenti e la percezione sensoriale verso una cosmetologia scientifica di elevata efficacia ma, al tempo stesso, di sperimentata innocuità per l’uomo e l’ambiente.